aprire un bar a Sidney in Australia - Davide Crespi

In vacanza a Sidney il caffè buono lo bevi da Davide

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Quando penso all’Australia penso ai canguri. Banale, scontato, stereotipico? Può essere ma questa è la verità.

Se penso agli italiani all’estero difficilmente li collego a quest’isola dall’altra parte del mondo eppure tanti nostri connazionali hanno scelto di trasferirsi laggiù… perché? Il fascino dell’Oceano? Il richiamo di una terra sconosciuta?

Ho provato a chiederlo a Davide, 27 anni, nato e cresciuto a Marcallo, oggi uno dei tanti italiani che hanno cercato l’avventura in Australia e che con il made in Italy stanno costruendo il loro futuro… ecco cosa mi ha raccontato!

Ciao Davide! Puoi dire a chi non ti conosce dove ti trovi in questo momento?

Ciao, al momento mi trovo a Sydney, Australia.

La prima domanda è quasi scontata… Australia perché? Cosa ti ha portato lì?

In realtà non c’è un motivo particolare per cui abbia scelto l’Australia nello specifico, dopo aver preso la decisione di lasciare l’Italia per imparare la lingua inglese e provare un’avventura all’estero da solo e lontano dalla famiglia, ero indeciso tra l’Inghilterra e l’Australia, scelta ricaduta su quest’ultima per motivi di opportunità lavorative a parer mio superiori all’Inghilterra e ovviamente il clima ed il bel tempo.

In Italia quale è stato il percorso di studi e professionale?

Diplomato come ragioniere informatico e non sapendo quale percorso di studi universitario scegliere dopo il diploma, trovai lavoro come imbianchino, impiego che considerai temporaneo in attesa di trovare una professione più adeguata ai miei studi. Dopo un anno trovai finalmente un lavoro d’ufficio come programmatore di produzione e logistica, che poi svolsi per i successivi quattro anni prima di decidere di lasciare tutto e partire per l’Australia.

Come è stata la tua esperienza professionale in Australia: immagino avrai provato diversi lavori?

Arrivato qui a Sydney con un inglese non perfetto, decisi di intraprendere la “carriera” di cameriere, lavoro che considerai perfetto per migliorare la lingua e allo stesso tempo conoscere gente nuova in una città dove ovviamente non conoscevo nessuno.

Col passare del tempo l’inglese migliorò, sia grazie alla molta pratica sia grazie alla decisione di non frequentare compaesani. Il mio boss decise così di insegnarmi ad usare la macchina del caffè con l’obbiettivo di costruire una clientela regolare intorno a me vista la mia “italianità” , che gli australiani amano (si, l’Italia è il Paese che gli australiani amano di più in assoluto).

Passato così il secondo anno, dopo la scoperta dell’industria del caffè e del mio talento nel socializzare con la gente (cosa che col mio lavoro in Italia non ebbi la possibilità di sfruttare), cercai lavoro come barista a tempo pieno in un locale più specializzato nel caffè, professione che ho svolto fino a poche settimane fa…

Fino a poche settimane fa? Deduco che un nuovo cambiamento… cosa fai oggi?

Rispondo a questa domanda con particolare soddisfazione in quanto al momento sono in attesa dell’apertura del mio coffee shop, che dopo un anno di programmazione, è finalmente in dirittura d’arrivo… non vedo l’ora di cominciare!

[Segui il locale di Davide su Instagram @Against The Grind]

Complimenti! Un’attività tutta tua! Questo rende ancora affascinante la tua avventura: questo significa che ti sei trovato bene per creare una nuova attività! Ma c’è qualcosa che ti ha deluso?

Come tutte le cose ci sono pro e contro… al momento l’Australia è una meta ambita da moltissimi giovani stanchi come me della situazione in Italia, ma è da illusi pensare che venire qui sia la soluzione a tutti i problemi. Innanzitutto la vita costa cara ed è difficile costruire una carriera, la competizione è altissima e ancora più difficile è trovare una situazione permanente a livello di visto, dato che purtroppo le leggi sono state recentemente cambiate ed il governo sta chiudendo le frontiere.

Detto questo il mio parere è che “l’esperienza australiana” è un qualcosa da fare once in a lifetime (una volta nella vita), detta all’inglese, in quanto è un’esperienza che ti fortifica a livello caratteriale e migliora la propria resilienza ad affrontare la vita, questa nazione è uno dei paesi più multietnici al mondo (personalmente un pregio grandissimo), fantastico a livello organizzativo e piena di posti da visitare ed esplorare, la fauna e la natura presente sul suolo australiano sono pazzeschi. Giudizio overall, certamente positivo.

E gli Australiani: come ti sei trovato con loro?

Esperienza personale con gli australiani sicuramente positiva, in generale sono persone socievoli e particolarmente felici, meno stressate di noi probabilmente anche grazie all’approccio giornaliero che hanno col lavoro, meglio retribuito e con più privilegi di noi.

Ho avuto la fortuna di frequentare e diventare amico di molti australiani, anche se il legame di amicizia che ho con la maggior parte di loro è più superficiale rispetto ad altre culture con cui ho avuto a che fare, giudizio che ha riscontrato pareri simili da altri amici connazionali.

A tanti chilometri di distanza, di cosa senti la mancanza? Ti informi ancora su quella che succede qui da noi?

Mancanza di casa, famiglia, amici, e qualche volta delle comodità di casa! (Ogni tanto penso a quanto fosse bello tornare a casa da una giornata di lavoro ed avere una bella cenetta preparata dalla mamma con tanto amore). Mi tengo relativamente informato leggendo titoli di giornale per lo più e mi sembra ch gli argomenti toccati siano gli stessi di quattro anni fa, nulla più, nulla meno.

Se dovessi trovare un tratto comune tra tutti i ragazzi che ho intervistato fino a oggi è il carattere. Per molti la scelta di fuggire all’estero sembra la soluzione ai problemi ma in realtà serve tanto spirito di adattamento e propensione al sacrificio. Quale consiglio daresti a chi oggi vorrebbe lasciare il nostro Paese?

Partire da casa senza aspettative esagerate, ambiziosi sicuramente ma non illusi di uscire dall’Italia (specialmente senza specializzazioni) e pensare di diventare ricchi o famosi. Lavorare sodo sempre, e con rispetto degli altri e delle altre culture, mettercela sempre tutta e cercare di sfruttare le occasioni al meglio, occasioni che non capiteranno mai se si sta seduti su un divano pensando che un lavoro vi cadrà addosso. Un’esperienza all’estero è qualcosa che consiglierei a tutti, fondamentale per crescere a livello personale e sperimentare e vedere cose nuove, fattore che potrà aiutarvi a decidere su cosa voler fare della propria vita!

All’inizio dell’intervista hai parlato del clima… toglimi una curiosità di cosa stiamo parlando?

L’Australia è una nazione enorme ed ovviamente il clima cambia in base a dove ci si trova, Sydney in particolare ha un clima fantastico in quanto d’inverno non si va sotto i 10/12 gradi ed il resto dell’anno si sta sui 25 gradi fino ad arrivare sopra i 30 gradi durante l’estate ma senza l’umidità che abbiamo al nord Italia grazie alla presenza dell’oceano.

Ultima domanda. Ci hai parlato dell’apertura del tuo locale: altri progetti o sogni nel cassetto per il prossimo futuro che puoi svelarci?

Come già svelato l’apertura del coffee shop è sicuramente da considerare un progetto, non un punto d’arrivo ma una base da cui partire. Sogno nel cassetto è sicuramente creare un business di successo ed un giorno perché no, provare ad espandersi con una seconda e magari terza attività. Altro obiettivo che voglio raggiungere, ma che richiederà molto tempo e denaro è sicuramente la residenza permanente australiana e doppio passaporto!

Grazie Davide per averci reso partecipe della tua esperienza… e mi raccomando: se passate per Sidney il caffè andate a prenderlo da Davide: non facciamo scherzi 😉

 

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