Da Corbetta a Madrid: la storia di Sofia e di una vita tra carriera, mentoring e lettura.

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Nel 2019 il viaggio alla conoscenza dei ragazzi del nostro territorio che vivono all’estero riparte dalla Spagna, in particolare da Madrid. Questa settimana abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Sofia, cresciuta tra Santo Stefano Ticino e Corbetta, ma da quattro anni stabilitasi a Madrid.

Una laurea in Management, un’importante esperienza professionale in Vodafone e tante conoscenze sui comportamenti di acquisto online: ecco cosa ci ha raccontato.

Buona lettura!

Ciao Sofia, grazie per dedicarci un po’ del tuo tempo. Partiamo spiegando a chi legge dove sei e di cosa ti occupi in questo momento…

Ciao Simone! In questo preciso momento mi sto godendo il mio sabato pomeriggio a Madrid, dove mi sono trasferita da quattro anni e mezzo. Oggi mi occupo di “Digital Customer Journey Transformation” (processi di trasformazione aziendale basati sul miglioramento dell’esperienza dei clienti grazie all’uso dei nuovi mezzi digitali) presso un’importante società di consulenza strategica che lavora con clienti da tutto il mondo. Ma non è stato il mio primo impiego qui in Spagna…

Quindi c’è una storia più lunga alle spalle, proprio come piace a noi nostri lettori. Ci spiegheresti come sei arrivata a Madrid?

Domanda impegnativa… potrebbe durare per tutta l’intervista ma cercherò di farti un breve riassunto.

Ho frequentato l’Università Bocconi di Milano dove mi sono laureata in Business Administration and Management.

In Italia la mia prima esperienza lavorativa è stata in LVMH (Louis Vuitton Moët Hennessy), una multinazionale francese con sede a Parigi, gruppo leader nei prodotti di lusso e che include marchi in vari settori, dalla moda, all’estetica, allo champagne.

Una bella esperienza, da quando avevo studiato all’università dei corsi di Luxury Management mi era rimasto un po’ il pallino di lavorare nel lusso e in LVMH mi occupavo dell’organizzazione di eventi legati allo Champagne. E’ stato un periodo divertente e interessante allo stesso tempo ma evidentemente il mio destino andava in un’altra direzione…

E il primo cambio è arrivato quando ho superato l’iter di selezione per accedere al Vodafone Graduate Program, una scelta che mi ha cambiato la vita.

Grazie a questo programma ho avuto modo di fare il mio ingresso nel mondo di Vodafone e delle telecomunicazioni. Dopo una fase di formazione iniziale che mi ha permesso di lavorare in diverse aree aziendali (call center, punti vendita, area finanziaria) sono stata inserita nel team di Trade Marketing, nella sede centrale di Milano. Per semplificare, mi occupavo della gestione della comunicazione di prodotto e degli eventi promozionali per i punti vendita su tutto il territorio nazionale.

A un certo punto ho deciso di dare un altro passo verso una nuova avventura: ho fatto richiesta per accedere al Columbus International Program del Gruppo Vodafone, un programma di talento che permette a un numero limitatissimo di dipendenti di realizzare una esperienza professionale di due anni in una delle sedi di Vodafone nel Mondo. Come è facile dedurre, sono diventata anche io una “Columbus” (e non solo per il cognome 😉 ) e nel 2014 sono arrivata a Madrid.

Qui sono stata inserita da subito nel team di e-Commerce dove ho iniziato ad occuparmi della gestione di progetti per il lancio di nuovi prodotti nel canale di vendita online.

E, come potrai immaginare, alla scadenza dei due anni del programma Columbus, ho deciso che era qui che volevo continuare la mia carriera e la mia vita. Negli ultimi anni ho ricoperto varie posizioni nel dipartimento di Digital, ho completato un nuovo percorso di formazione in Digital Customer Experience (esperienze di consumo digitale) e oggi aiuto aziende multinazionali in tutto il mondo ad affrontare delicati processi di digitalizzazione.

Quindi… se ho capito bene, sei stata tu a “spingere” per trovare una posizione all’estero?

Sì, proprio così. Durante i miei anni universitari ho partecipato al progetto Erasmus e ho vissuto per 4 mesi a Parigi. Lì avevo capito che c’era qualcosa di diverso…

Nel tempo ho compreso che erano i primi indizi di un futuro che sarebbe stato lontano dall’Italia.

La Spagna, invece, non l’ho scelta. Con il Columbus è Vodafone a scegliere dove dovrai lavorare, ed è anche un po’ il bello del programma! Devi essere pronto a fare la valigia e partire: dal Sudafrica, all’India, dall’Irlanda alla Nuova Zelanda. Sarei potuta finire in ogni parte del Mondo.

Devo dire di essere stata fortunata, anzi, doppiamente fortunata. Da un lato sono arrivata a Madrid, città fantastica e piena di vita, dall’altro sono stata inserita nell’area digitale che in quel momento, come puoi immaginare, era una delle più ambite.

Dall’Italia alla Spagna. Come è stato l’impatto in questa nuova realtà?

Premessa. Dal punto di vista logistico, burocratico, amministrativo ho avuto il sostegno di Vodafone, quantomeno durante i due anni del programma (dopodiché ho dovuto cavarmela da sola con ricerca degli appartamenti e annesse implicazioni burocratiche…ma devo dire che, contrariamente a quanto si possa pensare, qui gli uffici pubblici funzionano in modo abbastanza fluido e alcune gestioni sono digitalizzate).

L’impatto forte è stato con la lingua. Le lingue sono una mia grande passione, avevo frequentato un corso basico di spagnolo prima di partire, ma nelle prime riunioni prendevo più appunti sui termini da tradurre che sui concetti da comprendere!!! Lo spagnolo è ovviamente una lingua relativamente facile per noi italiani, ma se la vuoi capire e parlare correttamente, allora devi metterti comodo e iniziare a studiare…

Per accelerare l’inserimento ho preso lezioni online da una insegnante spagnola che vive a Malaga: una persona incredibile e una docente pazzesca.

Pian piano ho iniziato ad avere una cadenza più fluida e oggi, come senti, mischio un po’ le due lingue e mi trovo addirittura a ragionare in spagnolo…

A livello più “umano”, cosa puoi dirci degli “spagnoli di Madrid”?

La prima parola che mi viene in mente è “accoglienti”. Quando sono atterrata a Madrid mi sono sentita davvero accolta a braccia aperte. Arrivavo da una realtà tipicamente milanese. Noi non ce ne accorgiamo finché non abbiamo termini di paragone ma siamo davvero un po’ freddini… 😉 Tutti i colleghi qui si sono dimostrati fin dall’inizio molto disponibili e si sono trasformati nella mia “familia madrileña”. Essere “stranieri e lontano da casa” non è mai facile ma a Madrid mi hanno fatto sentire da subito a mio agio.

La seconda parola è “passionali”. I Madrileni hanno un modo di approcciare alla vita sereno, non si formalizzano su tanti aspetti…

Un esempio banale. Hanno uno stile di abbigliamento molto più rilassato, non sono sempre perfetti come spesso vogliamo essere noi italiani.

Certo, poi ci sono anche altri aspetti a cui abituarsi….

Ora mi hai incuriosito…

Gli spagnoli sono molto “rumorosi”. Noi siamo italiani e gesticoliamo ma come tono di voce loro ci battono! Se un giorno vieni a Madrid ti porto a fare un giro per uno dei tipici bar, dove stanno tutti pigiati, bevono “cerveza”, mangiano jamón e.. mi dirai cosa ne pensi dei decibel che si possono raggiungere 😉

Il contraltare del non formalizzarsi, invece, ti direi, è una gestione del tempo un po’… “approssimativa” diciamo così. Quando un Madrileno ti dice “ci aggiorniamo” non sai mai quanto tempo potrebbe passare!

E per me che sono una persona super organizzata è stato un po’ dura abituarsi a questa “consuetudine”.

Grazie per queste pillole da tenere in considerazione nel caso di un viaggio a Madrid 😉 Qualche mese fa abbiamo intervistato Enrika, che oggi vive in America ma ci ha tessuto le lodi di Barcellona… tu cosa puoi dirci di Madrid?

Stessa Nazione, città diverse, ma anche Madrid è fantastica.

Qui io ho trovato la mia dimensione. La città è viva, sempre. Puoi passeggiare tranquillamente alle tre del mattino per le vie della Capitale senza avere nulla da temere.

Ci sono musei, eventi, mostre ma anche aree verdi

Il costo della vita è “nella media”. Gli affitti sono cari ma abbordabili (nulla a che vedere con Londra da quanto mi dicono). Pensa che sarei potuta trasferirmi a Londra…

… ma?

Ma non ho voluto lasciare Madrid. Quando si stava approcciando la fine del programma Columbus dovevo prendere una decisione su cosa fare: restare, rientrare a Milano o andare a Londra. E’ stato un momento importante, perché mi sono dovuta fermare a riflettere sulla mia carriera e, soprattutto, sulla mia vita.

Ero combattuta ma ho preso un aereo per La Coruña, nel nord della Spagna dove sono stata isolata qualche giorno a contemplare il mare e cercare di capire quale fosse la mia strada.

Il risultato? Madrid ora è casa mia!

Prima hai detto che essere straniera non è mai facile, per quanto riguarda le differenze di genere, invece? Da quello che mi hai raccontato hai scalato diverse posizioni nel settore tecnologico che per anni è stato tipicamente maschile. Come è stato “essere donna”?

Mi fa piacere che tu mi abbia posto questa domanda. Da un punto di vista professionale, posso dirti che tanto in Vodafone Spagna come nella mia attuale impresa non ho mai vissuto nessun momento di discriminazione. Anzi, sono molti i programmi offerti dalle aziende per incoraggiare le donne ad entrare in mondi che come ben dici sono sempre stati più maschili: le telecomunicazioni, la tecnologia, il digital. Ora sì, sta a noi donne aprire la mente, per saper cogliere queste opportunità ed uscire un po’ dagli stereotipi tipici come per esempio l’idea secondo la quale la donna lavora nel settore moda e l’uomo nella tecnologia. Ma perché mai? Non si può fare anche al contrario ogni tanto?

Posso dire di essere femminista ma non nel senso che si intende spesso oggi in Italia: il femminismo non afferma assolutamente la superiorità di un sesso sull’altro. Il femminismo “sano” (quindi escludendo le varie degenerazioni ed estremismi, che ahimè si trovano in vari ambiti, dalle religioni alle diete..) promuove il pari accesso alle opportunità e la libertà di ognuno di svilupparsi secondo le proprie capacità ed ambizioni. E questo può essere inteso non solo nel mondo professionale, ma anche nella società, nelle scelte di vita e di “gender”. Sai quando ti dicevo che qui il motto è un po’ “vivi e lascia vivere”? Ecco…

Per farla breve, mi sento femminista nel senso più profondo: penso che ognuno debba poter aver gli stessi diritti e poter essere se stesso, indipendentemente da quello che le convenzioni sociali hanno identificato come “stereotipo di genere”.

In questo senso Madrid mi ha aiutato a cambiare il mio modo di pensare…

LVMH, Vodafone, ora una delle più prestigiose società di consulenza strategica e parte delle Big Three, hai lavorato per grandi realtà… cosa ti hanno insegnato queste esperienze?

Tutte le esperienze fatte sono state molto formative. Lavorare per Vodafone mi ha dato la possibilità di crescere molto sia professionalmente che umanamente. Ti faccio un esempio…

Vodafone mi ha messo a disposizione nel tempo varie figure di “mentore”, ovvero persone che ricoprivano posizioni più senior, con le quali potevo parlare di difficoltà, problemi, opportunità e ambizioni in relazione alla mia carriera professionale.

Per semplificare, parliamo di guide che mi hanno aiutato a prendere le decisioni più in linea con la mia personalità, superare le difficoltà lavorative e facilitare la soluzione di problemi che potevano rallentare la mia carriera professionale. Sono state esperienze incredibili e devo molto ai miei mentori..

Il mentoring è diventata poi anche una delle mie passioni e io stessa ora aiuto studenti universitari che stanno iniziando a prendere delle decisioni circa il loro ingresso nel mondo del lavoro. Collaboro con una start-up parigina (My Job Glasses) che mi ha chiesto di assistere ragazzi delle università francesi cha hanno bisogno di vederci più chiaro nel mondo del lavoro. Per me è un assoluto piacere scambiare idee e punti di vista con loro, e mi piace pensare che sto trasferendo a loro un po’ dell’aiuto che io a mia volta ho ricevuto.

Di una cosa sono convintissima: non bisogna mai smettere di formarsi. Anche per questo leggo tantissimi articoli e soprattutto libri, di ogni genere. Mi aiuta a tenere la mente aperta e migliorare le mie performance… Sai, ora sto studiando portoghese (sempre con lezioni online) e mi sono messa a leggere anche in questa bellissima lingua. Certo, non è facile, ma all’inizio anche le altre lingue mi sembravano incomprensibili, no?

Domanda finale che faccio a tutti gli intervistati… sogni e progetti per il futuro? Nostalgia e desiderio di tornare in Italia?

Sinceramente non sono una di quelle persone che pianifica il futuro: a trent’anni farò questo, a quaranta quest’altro… Sono convinta che ognuno di noi si costruisca il suo percorso: vivo il momento con l’obiettivo di migliorare professionalmente e soprattutto umanamente.

Se tornerò in Italia un giorno? Oggi la mia risposta è no, tra cinque o dieci anni non saprei. L’unica cosa certa è che qui a Madrid ho trovato la mia dimensione: chi viene a trovarmi dice sempre che mi vede felice e penso questo sia già un indizio importante…

In Italia sentivo in me il bisogno di conoscere mondi nuovi, il desiderio di esplorare e di cogliere le opportunità che la vita ci offre.

E questa città mi sta dando proprio quello che cercavo. Lavori stimolanti ma anche tempo per me stessa e per fare ciò che mi piace. Qui c’è un giusto equilibrio. Si lavora spesso a ritmi serrati, ma quello che cambia è il modo di affrontare le situazioni e mi ci ritrovo molto più che in Italia.

Poi, quando una persona è felice, cosa chiedere di più?

Muchas gracias, per il tuo tempo e per aver raccontato la tua storia! Buona fortuna per la tua carriera e salutaci gli amici spagnoli!


Sofia oggi aiuta le aziende in delicati processi di trasformazione digitale con l’obiettivo di rendere l’esperienza dell’utente la più semplice e soddisfacente possibile.

Come sempre, riportare in un testo le mie chiacchierate con i ragazzi non è mai impresa facile ma spero che sia riuscito a trasmettere quello in cui le parole di Sofia hanno aiutato me a capire: quanto sia importante avere il coraggio di cercare la propria strada, avere ambizioni, appassionarsi e continuare a essere curiosi e con la mente aperta, sempre e in qualunque parte del mondo….

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